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lunedì, 19 maggio 2008

Ho bisogno di un libro che mi salvi l’anima, che curi l’insonnia, che annulli i peccati nella testa.

Suggerimenti?

postato da: petiteAmelie alle ore 03:11 | link | commenti (8)
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Commenti
#1   19 Maggio 2008 - 03:12
 
don chisciotte di cervantes saavedra.

uno dei libri piu' belli che ho letto in vita mia.
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#2   19 Maggio 2008 - 13:48
 
L'ho già detto ? Io imparo a vedere. Sì, incomincio. Va ancora male. Ma voglio mettere a profitto il mio tempo.
Non mi era mai capitato di accorgermi, per esempio, di quanti volti ci siano. C'è un'infinità di uomini, ma i volti sono ancor più numerosi poiché ciascuno ne ha più d'uno. Vi sono persone che portano un volto per anni, naturalmente si logora, diviene laido, si piega nelle rughe, si sforma come i guanti portati in viaggio. Queste sono persone econome, semplici; non mutano di volto, non lo fanno pulire neppure una volta. Va bene così, sostengono, e chi gli può dimostrare il contrario? Solo, viene da chiedersi: poiché hanno più volti, cosa ne fanno degli altri? Li mettono in serbo. Li porteranno i loro figli. Capita anche, però, che li portino i loro cani. E perché no? Una faccia è una faccia.
Altri, si mettono un volto dopo l'altro con rapidità inquietante, e li logorano. A tutta prima sembra loro di averne per sempre; ma sono appena sui quaranta, e già arriva l'ultimo. Questo naturalmente è una tragedia. Non sono abituati a tener da conto i volti, il loro ultimo se ne va in otto giorni, ha dei buchi, in molti punti è sottile come la carta, e allora a poco a poco vien fuori il rovescio, il nonvolto, e vanno in giro con esso.
Ma la donna, la donna: s'era accasciata su di sé, contro le proprie mani. All'angolo di rue Notre-Dame-des-Champs. Appena la vidi così, rallentai il passo. Quando la povera gente riflette, non bisogna disturbarla. Ciò che cerca, forse le viene in mente davvero.
La strada era troppo vuota, la sua vacuità si annoiava e mi tirava via il passo di sotto i piedi e se lo portava in giro sonante, qui e là, zoccolante. La donna si spaventò e si trasse su da sé, troppo in fretta, troppo di forza, così che il volto le rimase fra le due mani. Potevo vederlo giacere in esse, la sua forma cava. Mi costò uno sforzo indescrivibile mantenere gli occhi su quelle mani e non guardare ciò che s'era strappato da esse. Provavo orrore a vedere dal di dentro un volto, ma ancora di più temevo di levare gli occhi su una testa piagata a nudo, senza volto.

RAINER MARIA RILKE
I QUADERNI DI MALTE LAURIDS BRIGGE
utente anonimo

#3   19 Maggio 2008 - 14:40
 
Questo libro ha salvato la mia anima e curato la mia insonnia...per i peccati, non ho trovato ancora rimedio.
Ma forse è meglio non trovarlo.
*

"Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a riconoscere il ghiaccio. [...] Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.

Tutti gli anni, verso il mese di marzo, una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni.

Prima portarono la calamita.

Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquíades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia. Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto, e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi perfino gli oggetti perduti da molto tempo ricomparivano dove pur erano stati lungamente cercati, e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquíades. "Le cose hanno vita propria" proclamava lo zingaro con aspro accento, "si tratta soltanto di risvegliargli l'anima."


Gabriel Garcia Marquez, Cent'anni di solitudine
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#4   23 Maggio 2008 - 14:04
 
Il libretto di contro-indicazioni dell'Aulin
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#5   24 Maggio 2008 - 21:35
 
Libello breve e apparentemente leggero: metafisica dei tubi di amelie nothomb. financo divertente

Librone ciucciaenergie: manoscritto trovato a saragozza, di Potocki, beeello
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#6   26 Maggio 2008 - 15:52
 
"Il mio nome è rosso", di Orhan Pamuk. Bellissimo. :-)
utente anonimo

#7   28 Maggio 2008 - 01:43
 
il mio nome è rosso, cento anni di solitudine e metafisica dei tubi sono già nella mia libreria.

Akio takemoto sei un genio sprecato, ma ti ho risposto già sul blog.

anonimista@quello mi manca...ma visto il periodo, mi bastano i miei, di mulini a vento contro cui combattere. Però provvedero di certo.

comunque mi aspettavo più suggerimenti!
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#8   28 Maggio 2008 - 01:44
 
anche rilke mi manca, a dirla tutta:)
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