C'è una vena di clemenza in questo silenzio della notte. Non riesco proprio a rinunciare alla veglia, perché la solitudine delle porte chiuse, delle finestre addormentate, si fa dolce quando sono le tre e il cuore batte e l'occhio lo segue veloce, appresso a un sogno.
è stupefacente questa immobilità, che sembra quasi artefatta. Chissà per quanto ancora si potranno ascoltare il rumore della resistenza del frigorifero, la ventola del computer, l'impercettibile presenza sonora della luce accesa. Certe sinfonie volgari sono le migliori colonne sonore durante l'ansia dell'attesa, prima del tocco stanco, impercettibile sul lino del cuscino.