L’arte della dissimulazione è un compromesso che ci si può concedere rare volte nella vita, perché è come un mutuo a tasso variabile: prima o poi tutti gli interessi vengono a galla. Ieri ci siamo incamminate verso il palco, con sorrisi tirati ad arte ed eravamo bellissime, truccate con l’ansia della prima ora del giorno, ad aspettarti. Non parliamo più delle cose di una volta, sedute sul divano a sorbire il caffè, prima di ritornare a studiare. Ora siamo in piedi, vicino a una ringhiera a parlare di futuro e ci viene da ridere, anche se abbiamo paura. Tu dalla sala ci mandi messaggi per convincerti che tutto andrà bene e noi per un po’ togliamo la maschera, perché fa caldo e il sole è altissimo sulle nostre teste. Oggi mi chiami e mi sembri rilassata, pare che l’attesa abbia premiato le nostre speranze. Mi dici che ti va di uscire. Mentre io mi perdo dietro a inutili pulizie primaverili. Non ho voglia di pensare a nulla, nemmeno a certe scelte, come quella di ieri, che mi fanno sentire grande per gli anni che cerco di contare ancora sulla punta delle dita.
Anche se il posto sulla mano, a dirla tutta, è finito già da un pezzo.
