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venerdì, 28 marzo 2008

sì, viaggiare

Da Helsinki a Stoccolma, 15 marzo 2008

La neve che si adagia sul mare ottunde qualsiasi sensazione d’amarezza, la lascio cadere dappertutto, al suono del distacco lento dal porto, io parto. La neve sul mare compare e scompare, al ritmo dell’alito sul respiro regolare, vicino all’oblò. Sarebbe come la vita e il suo opposto, il mare con la neve, se non fosse che mi viene da pensare che questo viaggio è come parentesi, blindata, di foto, ricordi, coscienze e posti di vento forte e case come funghi rossi che spuntano dai fiordi e mani senza guanti e capelli senza cappello e cuore senza guaina. E freddo, rosso e pianto.

postato da: petiteAmelie alle ore 19:41 | link | commenti (7)
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lunedì, 24 marzo 2008

ennesimo ventitré

Sarà perché si è persa la magia della credenza, il passo lento verso l’altare, le mani sovrapposte in attesa silenziosa, l’arrivo della settimana santa e la particolare commozione del giovedì dei sepolcri. Come se tutto si riducesse alla metafora banale dei tempi andati, quando i colori sembravano vividi, quasi decisi, senza vie di mezzo. Ora le feste segnano solo le pause obbligate di rosso sul calendario, la visita con la valigia sempre più piccola in famiglia, i saluti agli amici più cari, l’uovo scartato da mani sempre più minute di cugini che potrebbero essere già figli tuoi. E tu ti ricordi quando correvi per casa e aspettavi l’ora della frutta.  Noi piccoli restavamo con lo sguardo vigile, per sbucare sotto il braccio del papà che prendeva in mano la bottiglia di spumante gelata. Chissà cos’era poi per noi quel tappo, la parabola lunga con i visi tirati e gli occhi strizzati fino al botto finale.

Mi godo un sole raro in questi giorni, ma il vento continua freddo e tira forte.

E del mare, neanche l’ombra. Aspetto di farci pace.

postato da: petiteAmelie alle ore 14:39 | link | commenti (4)
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sabato, 08 marzo 2008

equinozio transeunte

Finalmente il sole arriva ed è un sole bello. Si avvicinano i giorni in cui apprezzerò la mia terrazza enorme che si affaccia sui tralicci e lascia vedere la ferrovia in lontananza. Mi viene quasi voglia di annaffiare le piante. Lo stendipanni campeggia al centro, rivendicando le ore di aria perse, per l’umidità degli ultimi giorni, ingordo di colori per le valigie da riempire . Questo mese lo avevo programmato così, una zona franca fatta di cose a saltelli, piccoli appuntamenti per vedere persone trascurate da settimane, pranzi in compagnia, uscite leggere, senza pensare al lavoro o a i libri impilati sulla scrivania. L’idea di un passaggio, tra il nord e il sud estremo, questo mese passerà così, con la valigia in spalla e tre biglietti diversi da obliterare, lontana dal centro.

Mi resetto fino al trentuno.

postato da: petiteAmelie alle ore 11:30 | link | commenti (5)
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martedì, 04 marzo 2008

la camera chiara

campinha2

Mi ritorna la voglia di fotografare tutto e mi manca perdermi durante le giornate nei vicoli stretti e pericolosi di signore schive, affacciate con lo sguardo nascosto dietro la corda dei panni. Mi mancano le ringhiere in ferro battuto, le porte aperte senza pudore che fanno da cornice a splendide maioliche rovinate dal tempo. 

alfama2

 

 

 

 

 

Mi manca la scarpa che un giorno ho trovato appesa alla maniglia di un portone, così piccola da non poterci nascondere la mano. Mi manca la paura del rumore dietro le spalle, la mano stretta sulla custodia, il passo svelto verso il lavatoio blu. Mi manca la goccia lenta e silenziosa, la destra e la sinistra sui campanelli logorati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho voglia di fotografare statue d’angeli e passare un pomeriggio da sola in giro a interrogare il dito sul pulsante. Fotografare è un atto di confessione intimo, estremamente autoreferenziale. È una lunga passeggiata di piacere, che ti regala occhi nuovi per nuovi ricordi. La mia macchinetta è lontana, dimenticata in un cassetto, forse rotta. Mi manca restare sola, sola con lei.

 

 

alfama1

 

 

 

 

 

postato da: petiteAmelie alle ore 23:29 | link | commenti (2)
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