petiteAmelie

Chi sono

Blogger: petiteAmelie
www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche e/o i video di pequenaluz. Crea il tuo badge qui.

Categorie

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
sabato, 27 ottobre 2007

risvegli di veglia

continua l'insonnia.

risvegli

 

postato da: petiteAmelie alle ore 07:23 | link | commenti (1)
categorie:
venerdì, 26 ottobre 2007

Due Pi

P(uno)

Il ricordo di te, con le rughe sul dorso delle mani, sarà quello dei solchi nervosi, tinti di nero, di oliva e gasolio, di sigarette spente e mai più accese. Non c’è un tuo tratto che porti il Cognome nei miei lineamenti di grecia, il segno è quello di un bacio che parte dalla testa pelata del primo vagito, fino al quarantuno del piede, piedistallo per lunghe gambe. Tu sei quello che trucca i Si, sotto l’ombra della pancia dura, con la polvere di ombretti sbiaditi. Quello che ride, per esprimere orogoglio, quando mi guarda. Io lo so che vorresti dire parole d’amore, con le tue smorfie frigide e molli, di burro. Mi confezioni  regali che hanno la forma di una sfera, come quella palla che non hai mai ricevuto da bambino. Tu sei quello che resta in silenzio, per lasciare fare, quello che apre gli occhi puntuale ogni mattina, prima che la sveglia suoni .

Sei morbido di camicia celeste. Avrò il ricordo dei quadri e dei jeans sempre uguali.

Sei il costruttore, grandi braccia, sorriso stretto.

Sei quello che mi ha scelto, sei l’uomo che non riesco a scegliere, accanto a me.

 

P(due)

Delle quaranta carte tu sei quella scivolata via dal mazzo,  la carta del poker taciuto, bleffato.

I tuoi colori sono di un vivo antico dai contorni d’oro. Il cappello lungo, di giglio, ricamato all’estremità da campanellini tintinnanti d’argento. Sei la nenia che affabula gli istinti taciuti, la sosta lungo il cammino, il caffè corretto prima della sigaretta. Ti trovo sulla punta dell’indice, quella che scorre di insane letture e veglie di cuscini strappati nel sogno. Tu sei quello che guarda e ascolta, la risposta al silenzio accaduto per caso.Sei anche l’attesa improvvisa, il caldo sulla tazza del the, il manico rotto al punto dell’attaccatura.

Non sei leva, ma solo ispirazione. Un momento, un passaggio, un’insolazione di parole e frasi chiare, dette a metà. Tu sei quello che mi fa arrabbiare di sorrisi, un risvolto con l’orlo perfetto e l’etichetta cucita a mano.

 

Io invece sono sveglia, con la pancia piena e la luna bassa, appena sotto l’ombelico.

 

[E forse sì, hai ragione tu, a quest’età dovrei andare a caccia di farfalle e prendere aerei proibiti, senzapoi pensarci così tanto su.]

 

postato da: petiteAmelie alle ore 03:54 | link | commenti (6)
categorie:
lunedì, 22 ottobre 2007

libri

milleche1Mi veniva da fare una riflessione, mentre ero stesa sul letto di lana con le coperte rosse.

Io quando leggo ho un problema di contenimento.

E tutto mi sfugge, glissando a lato e cadendo in basso, con un tonfo sonoro, che io non ascolto.

Continuo  a non pensarci, al tempo che passa, alle cose che restano da fare, all’isolamento dolce e continuato tra le mura della stanza. Salto gli steccati delle righe e poi svolto subito dopo anche con le pagine, divento curiosa, contro la mia indole da paziente per le cose sconosciute.

Però mi correggo. Anzi, aggiungo un elemento.

Io quando leggo un libro che mi piace ho seri problemi di contenimento.

E un po’ me ne vanto, pensando tra me e me a questo atteggiamento esagerato

(senza sensi di colpa e sguardi da torcicollo perpetui).

 

Sì, io quando leggo sono la stessa, identica, ingenua ragazza che esaspera esagera,

come quando si innamora.

 

[con i libri, per fortuna, mi succede ancora]

postato da: petiteAmelie alle ore 00:33 | link | commenti (12)
categorie:
sabato, 20 ottobre 2007

punto e a capo

                                                                            Chiara Civello, Your home

Come fare per esempio cose continuamente uguali.

Ha un non so che di perverso questa coerenza sottile e dolce, nel ripetersi, con aspettative sempre originali, il piacere di fare qualcosa, solo perché ricorda emozioni che tagliano, senza  punti di sutura da applicare. Il freddo è arrivato dopo dilazioni continue di sole. E tutto sembra esattamente uguale agli autunni di tanti anni fa.

Cambiano solo le coperte sotto cui cercare caldo e riposo.

postato da: petiteAmelie alle ore 17:03 | link | commenti (1)
categorie:
lunedì, 15 ottobre 2007

imsonia

bleeeg

la notte, questa sconosciuta. Mi seduce come le cose che non posso mai arrivare a toccare.

porge le sue mele laccate di rosso e cristalli davanti alle labbra semichiuse.

la notte, che attende l’arresa del morso e raccoglie le gocce rimaste a lato del labbro.

la notte, questa ammaliatrice senza scrupoli. Mi avvolge con le sue coperte soffici e strette

vieta a i respiri la giustizia del riposo e accarezza la gola con i suoi artigli brillanti di smalto.

la notte , che resta seduta silenziosa, fino all’ora delle prime luci

interrotte nelle fessure discrete delle serranda

e assiste al risveglio che non precede incoscienza

applaudendo la vittoria sul gioco riuscito.

 

Ma la notte non ricorda

che al mattino la bassa marea ritorna

con gli sbadigli dei primi scogli sporgenti

che hanno alito caldo e mani morbide da stringere

e caffè da prendere insieme, con una canzone delicata

dedicata, sul cuore.

 

perché a volte basta la chiave (di violino) giusta.

 

 

postato da: petiteAmelie alle ore 17:16 | link | commenti (5)
categorie:
venerdì, 12 ottobre 2007

les pleins et les vides.

“È come se gli dèi ci avessero accumulato troppa bellezza, così non ci fai più caso. Ché poi, in tanto spazio, le magie finiscono per disperdersi. Io amo le città strette, compatte.”

 

Fabrizio De André (a proposito di Roma)

da Smisurate Preghiere – sulla cattiva strada con Fabrizio De André, Cesare G. Romana

 

 

blug

 le luci del pomeriggio, a casa.

 

 

continua la variazione sul tema. Da un giorno all’altro, nel passaggio dalla mattina alla sera, la pioggia che cade. Dopo il caffè nell’aula quattro, dalla finestra pareva zucchero a velo sul pan di spagna d’asfalto interrotto. Ora dalle tende bordate d’oro filtra di nuovo il sole, giusto il tempo di far girare la chiave nella toppa e abbandonare come armatura borsa, casco, pantaloni, giacca, inumiditi dalla corsa fino a casa.

In questi giorni c’è un’anarchia ragionata negli spazi della mia vita. Continuo a camminare scalza perché non trovo più le infradito, taglio corto sui tempi dimezzati per via del nuovo lavoro, mangio e dormo occasionalmente, mentre non trovo più nelle tasche le carezze che avevo riservato per una persona fondamentale. E penso ad un'altra a cui, per una volta, una soltanto, mi piacerebbe sfiorare la mano.

 

 

[Vorrei che la stanchezza di questi giorni si tramutasse in sonno sincero, da ingozzare di coperte di lana e sveglie azzittite. E invece resta solo quella sensazione pruriginosa di mascara scolato davanti allo specchio.

Con gli occhi stropicciati del risveglio.]

postato da: petiteAmelie alle ore 15:16 | link | commenti (6)
categorie:
sabato, 06 ottobre 2007

tandem dedicato

Il lato chiaro.

È di notte, nell’anteprima dei fotogrammi lenta, un attimo prima della pioggia.

È per strada nella porzione di spazio che non ha demarcazioni fisiche, ma solo verbali.

È la prossemica dei sentimenti che scopriamo senza pudore, quando sorridiamo delle cose non dette, eppure capite.

È questa città di pretese, che mi allontana senza lasciarmi la mano.

È l’onestà densa e disarmante, condivisa su un motorino al ritorno, con le prime gocce di un autunno improvvisato.

 

Il lato oscuro.

È di giorno, nella diga che si rompe.

È il tuo egoismo garbato, di sassi buttati per terra per non essere colti.

È il mio egoismo rassegnato, di dieci secondi di silenzio e pensieri amari.

È la distanza definitiva, definita, senza ritorno.

È la nostra incapacità di accettare, senza rimpianti, di essere da soli

quando si piange.

 

Il lato grigio.

È il punto incrinato. L’assenza di giustificazione.

Quando fuori piove e i compromessi sono stati tutti traditi, trattenuti nel colino

che filtra le foglie del tè.

[Sarebbe il caso di abituarsi a certe anomalie.  A quella sensazione di inconsistenza sottocutanea, che sfugge alla prova del contropelo.]

postato da: petiteAmelie alle ore 17:03 | link | commenti (12)
categorie:
lunedì, 01 ottobre 2007

dechirée.

Ho scoperto che l’omino di fronte, quello che sbuca di rado, riflesso di luce dalle veneziane appena chiuse, ha il camino in casa. Scoperta che mi destabilizza, nel recinto urbano di questa città di trame larghe. E quindi la porta, che è anche finestra, aperta, con le tende di lino bianche raccolte come coda nella maniglia, pare schermo. Distesa con il naso spinto verso il tubo catodico che si affaccia al balcone, l’ho visto come apparire in tanti scatti di diapositiva. Il viso caldo, avvolto negli istanti di arancione fuso, la bocca semiaperta, lo sguardo fisso nel vuoto. I miei piedi fanno da indice alla scena, perché ho il mento che cade rassegnato sul petto e mi pare di vedere tutto come se fosse perso in un sogno. Poi niente più, di nuovo nero e riposo. Ricado con lo sguardo sul computer e mi sento stanca, la giornata ha avuto degli strascichi inattesi e un po’ dolenti, come a scoprire una ferita che già c’era e stenta a cicatrizzare.

 

[e sicuramente il nuovo cd di battiato non aiuta]

postato da: petiteAmelie alle ore 20:02 | link | commenti (6)
categorie: