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lunedì, 26 febbraio 2007

vorrei scollarmi

e cadere in un flan

caldo

postato da: petiteAmelie alle ore 23:17 | link | commenti (7)
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domenica, 25 febbraio 2007

Ali

tazza cuore

 

C’è un sonno fatto in diagonale e una coperta arancione

che pare di essere in estate

e invece

l’inverno è tutto là fuori.

Una casa straniera

l’immobilità surreale degli oggetti intorno

e i gatti che si muovono silenziosi

corteggiando le caviglie.

La borsa chiusa e un’arancia sbucciata in fretta

mentre di fronte allo specchio

il nero della matita scola sempre a lato.

 

Il vestito della festa stretto nel cappotto

il deserto della città

quando è domenica e le finestre sono tutte chiuse.

Sembra uno di quei sogni degli ultimi giorni

solo che non ci sono i treni e neanche il mare in cui tuffarsi

non ci sono voli e i paracaduti che si aprono

non c’è l’assenza di vertigine.

 

c’è solo quiete

un bus e un vecchio che legge il giornale

 

nessun periodo prolisso

da seguire con l’affanno

alla ricerca di un punto

per respirare.

 

Sgrammaticata nelle percezioni.

 

Il ritorno a bocca chiusa

per ritrovare il tepore della casa e dei cuscini intatti

freschi di assenza

la stanchezza umida sotto il getto della doccia

e un promemoria da lasciar scivolare nello scarico

insieme al sapone.

 

Nel riflesso del caffè c’è tutta la distanza del  percorso.

 

ho ancora troppe fermate da fare

e nessuna voglia di arrivare al capolinea.

 

postato da: petiteAmelie alle ore 12:14 | link | commenti (7)
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mercoledì, 21 febbraio 2007

prospettive di spleen

prospettive

 

Oggi tutto è scuro

a partire dal cielo là fuori.

Il giallo sul vetro conserva i toni

di un ocra in disuso.

ho il peso di tante pagine

che mi grava sul respiro

 

Speso per parole di convinzione

che porteranno a un ennesimo giudizio

da registrare

 

Inghiottito per quelle

che ti vorrei dire

e che invece non posso pronunciare

 

ti mancano la pazienza

e un serio vocabolario da consultare

 

lentamente

comincio ad abituarmi

a questo fallimento

ermeneutico

dei sentimenti.

postato da: petiteAmelie alle ore 15:09 | link | commenti (23)
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sabato, 17 febbraio 2007

l'importante è che duri poco (...sai che chi si ferma è perduto, ma si perde tutto chi non si ferma mai...)

blog4una gonna nera a palloncino

che a guardarla meglio sembra un cuore

quando le gambe fasciate di viola

si incrociano, sollevando in silenzio il bacino.

 blog5.5

un silenzio

fuori il mare

cade il freddo sui cappotti

 blog2.2

una poltrona blu

e coriandoli di rosso

sparsi davanti agli occhi

 blog33

un posto sul corridoio

numero diciassette

che è diventato quindici.

 

prima fila.

 

[l’ha rubato una coppietta il mio numero

io sorrido e lascio fare

la prospettiva non cambia

resto sola

anche con due posti di differenza

a fare da ponte alla mia attesa.]

blog 6.6 

un recinto di fari bassi

il vociare e poi gli  applausi

musica, balsamo dell’anima

 

labbra rosse di morsi

 

e ventate di sospiri.

 

ho un recinto di denti

bianchi

di gioia

 

e mi viene da pensare

che la felicità ha questa maschera

per questa sera di carnevale.

 blog 1.1

Merci monsieur Niccolò.

 

 

 

 

postato da: petiteAmelie alle ore 00:41 | link | commenti (15)
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mercoledì, 14 febbraio 2007

love chat

amica:  auguri tesoro!

io:  ahaha...perché mi fai gli auguri?

amica:  perché sei la persona più innamorata di Tutto che io conosca.

io:  ....!

postato da: petiteAmelie alle ore 10:16 | link | commenti (14)
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domenica, 11 febbraio 2007

au contraire

E poi un saluto. E un sorriso.

 

Che mi ritrovo a dispensare consigli impropri per le circostanze, il soggetto e la forma.

Ma c’è questa responsabilità dalla quale spesso cerco di svicolare, che si presenta davanti al naso con improrogabile urgenza, per esempio oggi. E allora schiarisco la voce, rilasso il viso e si affacciano le prime rughe di pensiero. Un pensiero materno che mi stupisce, in questo periodo di goffaggine sentimentale. Il sorriso dell’occorrenza non può svanire in questo momento, me lo impongo con una voce rassicurante. E a dir la verità mi dona pure, come quando scopri che la vita, ogni tanto, regala anche stupore. Per fortuna. E c’è questo ragazzino, di quindici anni, tutto brufoli e sensibilità, che mi fa delle domande. E poi ci sono io, con qualche anno in più, che gli racconto storie di tanto tempo fa, mentre mi dedica pesanti sospiri silenziosi, dall’altro capo del telefono.

Quanto costa al kilo il coraggio questa sera? Perché ho bisogno di dirgli che sarà più o meno sempre così. Che l’incertezza non si spezza con un passaggio, che non ci sono dazi che compensino per le prossime fermate. E che ogni volta si pagherà, con gli schiaffi e con i sorrisi. A me viene da sorridere, ora che l’orecchio brucia ancora e ho la guancia che ha preso la forma della cornetta. Ora che ho un grazie che è rimasto legato al collo e pende all’altezza del petto. E il sorriso mi sfugge dalle mani e si stampa sulla prospettiva surrealista di questo ometto che ha fretta di crescere. C’è un disegno fra me e lui. Una donna grande e forte, che lui crede di ammirare. Non c’è macchia, né correzione, solo un poco di colore, che dovrebbe impreziosire l’opera d’arte che non sono. Lui mi vede un po’ così, grande, grossa e già compiuta. Gli racconto ancora fiabe, perché voglio edulcorare, i vecchi sogni già passati e le speranze per quelli che ancora devono arrivare. Crescerà e imparerà, anche se ancora non ci crede. E il coraggio è troppo caro questa sera

per spiegargli che in fondo siamo tutti adolescenti.

Grandi, grossi, già compiuti

E con maschere costose

da adulti

professori

ripetenti.

 

postato da: petiteAmelie alle ore 21:17 | link | commenti (7)
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titolo o postscriptum

“Io sono vivo e non concludo. La vita non conclude. E non sa di nomi, la vita.[…] Sono quest’albero. Albero, nuvola; domani libro o vento; il libro che leggo, il vento che bevo. Tutto fuori, vagabondo.

galleggio

[

Toni Frissell, Midsummer Night

…] Rinascere attimo per attimo. Impedire che il pensiero si metta di nuovo in me a lavorare. […] la città è lontana […] muojo ogni attimo, io, e rinasco nuovo e senza ricordi: vivo e intero, non più in me, ma in ogni cosa fuori.”.

 

Uno, nessuno e centomila , Luigi Pirandello

 

 

 

postato da: petiteAmelie alle ore 12:23 | link | commenti (3)
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giovedì, 08 febbraio 2007

riflessioni davanti a uno Stop. e a lato c'è solo campagna.

C’è un po’ di niente che aiuta

in questa quotidiana semplicità.

Se solo mi spostassi di mezzo centimetro

Cadrei.

 

Olio e acqua

come calma e tempesta

non si mescolano mai.

Come riuscire a spiegarlo

a chi mi vuole bene

eppure non capisce.

 

C’è una condanna alla scelta sbagliata

che riporta sempre al punto di partenza

mentre percorro emozioni in evidenza

che glissano a lato.

Ciò che solletica il cuore

resta schivo, lontano, inaccessibile.

ho legacci che stringono la lingua

e legami che bagnano d’oro la mia bocca.

eppure l'evidenza è diafana.

ingratitudine contraddittoria

che non riuscirò mai a ridurre

ai minimi termini

 

è questa la mia vera condanna

e il cuore lo sa.

postato da: petiteAmelie alle ore 22:41 | link | commenti (9)
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martedì, 06 febbraio 2007

con lieve ritardo...

colgo l'invito di Gattocanguro e partecipo alla "catenella" che mi ha proposto

perché quando si parla di libri e di storie incise su qualche rigo

non posso dire di no...

il giochino

 

consiste nell' aprire il libro a noi più vicino a pagina 123, poi arrivare alla settima riga e riportare quello che c'è scritto fino alla nona riga.

mi attira quello che riporta sulla copertina una foto color seppia, di una donna che si volta guardandosi indietro...chissà chi sta cercando:

"Michael mi prese la mano e la strinse fra le sue per un momento, proprio come aveva fatto una volta mentre uscivamo dal caffè Atara e fuori ci aveva accolto la pioggia."

Michael mio, Amos Oz, Universale Economica Feltrinelli
 

e come ogni catena che si rispetti, sono curiosa di sapere cosa c'è scritto nelle pagine di:

Mizya, Clara e Rosanegra

postato da: petiteAmelie alle ore 16:30 | link | commenti (8)
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venerdì, 02 febbraio 2007

jeux d'enfants

 

Li ricordo tutti a memoria

gli scompartimenti del cuore.

Hanno i vetri appannati dall’alito

degli amori sussurrati

non c’è freddo chiaro che renda

visibile

il necessario.

Non c’è paesaggio che scorra

sotto lenti scure

o ciglia bagnate

di pianto

da sbadiglio.

 

I binari cambiano

e anche le direzioni.

C’è una fermata lunga

e la porta che si chiude

spezzando la cenere della prima sigaretta.

 

mentre le valigie  restano in fondo

graffiate dal passaggio

di estranei frettolosi.

 

C’è bisogno di una fermata

che duri il tempo

di un giro completo

di fumo.

 

perciò.

quindi.

Amami, se hai coraggio.

 

 

postato da: petiteAmelie alle ore 23:37 | link | commenti (5)
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