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mercoledì, 31 gennaio 2007

almost blue

La valigia piena 

a metà

tra la soglia

della casa

e il divano.

 

Immaginiamo

appesi a un filo blu.

 

Una cena in due

questa sera cucini tu

 

stringiamo la distanza

a occhi chiusi

e rubiamo al sogno

la quotidianità

che ci manca

da troppo tempo ormai.

 

Mi cingi

di piume dorate

mi stringi

la mano ferita

 

brilliamo questa notte

sotto

il tejo

come le stelle

seduti su queste sedie

bianche

a forma di luna

 

 

somos dois seres emocionais

é verdade.

 

 

 

 

postato da: petiteAmelie alle ore 01:21 | link | commenti (1)
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lunedì, 29 gennaio 2007

per te

D’estate mi piace guardare di più le stelle, perché sono come piccole perle rare che le luci ingombranti della città nascondono sempre durante l’inverno romano.

D’estate invece i colori diventano liquidi e il cielo si fa quasi nero, la spuma evanescente eppure nitida della via lattea pende sulla mia testa di salsedine.

D’estate non mi manca mai la luna, mi piace di più quando scruto il suo riflesso da lanterna poggiarsi sui piedi in attesa o sospesi al secondo piano di una casa in affitto.

La luna resta lì e capricciosa come un gatto si sposta tra le case e le preoccupazioni, che puzzano di tabacco bruciato e restano incastrate tra i denti stretti.

L’altro giorno quando mi hai chiamato non c’era neanche la luna.

Avevo una piccola luce accesa e i muscoli tremavano ancora.

Non c’era la luna e non c’era l’attesa, sentivo solo un sottile vibrare di corda

una vertigine che non faceva paura, perché sembrava che dall’altro capo della fune ci fosse una mano sicura che teneva la presa.

Piccolo pagliaccio presuntuoso che sono.

L’altra sera tremavo solo io, però. E mi sforzavo di restare almeno zitta, per non far uscire nemmeno un sospiro di lacrima salata che mi era sceso giù fino alla gola, fino a strozzarmi.

E mi sono ricordata di quel movimento lento che mi faceva sempre addormentare quando ero piccola, quel navigare fatto di cauti su e giù, sul tuo ventre rilassato, nel silenzio del primo pomeriggio. E poi ho pensato all’amore, alla forma che stava prendendo in quel momento di assoluto dolore perfetto. E mi sono sentita piccola e incapace di dirti, di dimostrarti quanto potevo essere brava, come solo tu sai, quando mi sorridi composta nei tuoi silenzi scevri di elogio ma pieni di compiacimento. Ma io non ci riesco a essere brava come te. Forse prima o poi succederà questo miracolo. Forse prima o poi sarò più forte dell’amore e attaccherò questo guinzaglio al mio cuore per non permettere che fugga via, in strani sobbalzi imprevisti.

E ora che la vita ci ha chiesto di saltare insieme, resto sempre troppo lontana per sollevare la gamba insieme alla tua. E tu mi chiedi di restare, di continuare a camminare senza voltare le spalle per tornare da te, ora che ne hai bisogno, ora che è giusto che sia così. Ma come fai, dimmi, come fai a sorridere di questa normalità che ti costruisci ogni giorno, come fai a disegnarli questi momenti di inquietudine con un arcobaleno sempre nel fondo. E mi fai sentire ancora più piccola, più piccola dei pomeriggi in cui mi addormentavo sulla tua pancia molle di baci, perché ripenso alle inquietudini legate alle spalle e vedo qualcosa in più.

Vedo questo dolore perfetto che annienta quelli passati, meschini e irrisolti

e tutto il resto sembra non avere più senso.

 

un bacio a forma di ti amo, solo per te.

 

 

postato da: petiteAmelie alle ore 15:25 | link | commenti (4)
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martedì, 23 gennaio 2007

hiver maudit

Che bella festa di compleanno, quella dell’inverno

 

questa mattina

 

è arrivata direttamente la pioggia a recapitarmi l’invito

i panni fuori sventolavano come bandiere impazzite

in un danza frenetica di legno e mollette.

 

Un ritorno da prima donna, per il signore

non c’è che dire.

L’ho applaudito scaldandomi le mani  davanti al profumo del caffé,

mentre mi stringevo nelle righe verdi del mio pigiama.

Mi mancherà l’aria di canditi di questo inverno traditore

e mi toccherà lasciare in naftalina il vestito preferito

arancione ed estivo

con tre cerchi

(verde, giallo e rosso)

proprio giù, all’altezza del polpaccio.

 

e non resterà che aspettare nuovi soli

meno pallidi di quello che oggi si nascondeva

dietro a un cielo di latta.

 

Sono uscita con le mie scarpe primaverili

di trame azzurre e rosse

facendo lo sberleffo alle gocce di maltempo

che si sono posate sempre più antipatiche

fin sopra la punta del naso.

 

Ho navigato nelle pozzanghere di fango e cemento

schivando i colpi bassi delle macchine in corsa

alla ricerca di un libro prezioso e

con una nuova musica a farmi compagnia

dorata e delicata

da cantare senza sosta,

incrociando, divertita, gli sguardi curiosi dei passanti.

E la pioggia non è stata avara di sorprese

mentre i mie piedi di spugna assorbivano il gelo

portato su dal nuovo vento nervoso.

 

È stata una giornata  di passeggiate in punta di piedi

con il sorriso

a leggere nel bus senza contare le distanze

sempre difficili in questa città

Una giornata di pieni e di vuoti

con il Tevere a brillare di ambra

e il mio cuore a viaggiare su ponti bianchi

di statue e poesie.

 

Una giornata di luci e riflessioni

con la matita in bocca e qualche calcolo nella testa

di telefonate inattese

di luci e fotografie

che ti ritrovi con gli occhi truccati di nero e felicità

mentre guardi dritto

un obiettivo che avevi dimenticato.

 

Lou Reed e dedizione

tra banchi ottici

e lunghe attese

sguardi d’artista

immobili pose di stile

modella per caso

amante di questo mondo per scelta.

La pioggia ormai fina

di nuovo clemente

E una sigaretta con V., ascoltando una musica che ci ricorda

Lisbona

che accende urgenze

diluite in poche parole

soltanto qualche ora prima.

 

un ritorno e un sorriso ritrovato

ricchi premi e cotillons

per questa festa di compleanno.

postato da: petiteAmelie alle ore 23:53 | link | commenti (14)
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domenica, 21 gennaio 2007

senza titolo, capo, né coda, sono io.

Cosa vuoi che ti dica eh? Mia piccola amélie.

Lucetta dalla dinamo rotta, cosa vuoi che ti dica.

Io ci provo a convincerti, che nello spazio vuoto

ci sarà sempre qualcosa da riempire

ma usi l’ostinazione come regola

e affondi il dito, golosa, nei vortici pieni

di velenose e grasse primizie.

 

E non ti basta il caldo, voluttuoso

di inediti  e dolcissimi spessori

usi il tempo per graffiare via lo smalto

dai denti dei tuoi sorrisi.

 

Io ci provo, e tu lo sai mia piccola amélie

che continui a pedalare verso salite

che non hanno meta

e metà ad aspettarti.

 

E lasci scivolare via dalle mani timidi sorrisi

che nascondono dentro oceani di sensibilità

pretendi di affrontare le burrasche

che vogliono solo capovolgere le tue felicità.

 

non si trovano le isole

all’orizzonte

con il tuo piccolo lanternino

 

Quello, se vuoi, lo puoi utilizzare

per cercare il nero

degli spazi vuoti

che dovresti riempire.

 

Io ti ho avvisato, piccola sprovveduta testarda

se continui a guardare Dietro

il passo rallenterà

sempre di più

il tuo incerto andare.

 

E perderai di vista

le cose essenziali

che calano come sipari di velluto

rosso

davanti ai tuoi occhi

 

E quando sentirai gli applausi

sarà già troppo tardi

per sorridere all’ultimo inchino

di commiato.

 

E non mi dire che non te l’avevo detto.

.però.

postato da: petiteAmelie alle ore 01:22 | link | commenti (9)
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venerdì, 19 gennaio 2007

ci sono solitudini che assomigliano a certi fiori rari, si schiudono solo di notte e il mattino si dimenticano già.

ho visto molti bicchieri cadere

nei tempi passati

ma

 

 

poche schegge

volare

per volere

 

postato da: petiteAmelie alle ore 02:49 | link | commenti (12)
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giovedì, 18 gennaio 2007

Déjà vu

C’era un silenzio nella pioggia di questa mattina

che si piegava nelle orecchie ancora calde di cuscino.

 

Sulle labbra screpolate di rosso

c’era un silenzio

che combatteva i tamburi

suonati dall’alcool la sera prima.

 

Una giornata faticosa

passata a tracciare percorsi

assonnati di giallo e arancione

e a leggere le solite parole  

scomposte, prolisse e straniere

                              di emozioni

altrui

 

mi sono ammalata di stupida

stupita

superficialità

 

me ne accorgo da quella fossetta

che compare a lato e che solletico

con la coda dell’occhio

tutti i giorni

ultimamente.

 

Finalmente.

 

Ho capito che

il cuore

quando è di gomma

non si divide

mai

in inutili fratture.

 

Non ho voglia di risposte

mi bastano piccoli viaggi

                                        senza fermate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: petiteAmelie alle ore 01:38 | link | commenti (2)
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martedì, 16 gennaio 2007

è tempo di saldi

Si avvisa la gentile clientela che per quest’anno non si effettuano sconti sulla fiducia e il beneficio del dubbio.

 

La Direzione

postato da: petiteAmelie alle ore 01:57 | link | commenti (6)
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domenica, 14 gennaio 2007

anestesie

Sedimenti.

(sete di menti)

Se mi menti

ci sarà solo

anestetica

indifferenza.

 

Sedimenti.

(senza sensi)

Se ti penti

non ci sarà concime

per far partorire

i frutti

 

ora:

 

sono terra di mezzo

senza stagione.

 

 

postato da: petiteAmelie alle ore 21:54 | link | commenti (1)
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Giochino: Cinque Cose che non sapete di me...

Accolgo l’invito al gioco di Rosanegra e passo la palla a Lucilla, Alja, Bewitch, Clara e Gattocanguro.

(scusate ma non riesco proprio a mettere i link sui vostri nomi…)

 

1-     Quando ero piccola avevo una fantasia fuori dal comune e così il divano della sala (addobbato con coperte e accessori di ogni tipo) diventava un vascello fantastico che ogni giorno mi portava in un posto nuovo e inesplorato.

2-     Una volta ho rischiato di rompermi l’osso del collo  per imitare Mary Poppins perché ero convinta che tutti potessero volare avendo un semplice ombrello aperto sulla testa.

3-     Salgo le scale solo di corsa, è più forte di me.

4-     E’ molto raro che riesca a guardare un film o a leggere un libro  per la seconda volta.

5-     Sono una persona estremamente distratta e disordinata. Ogni volta che esco di casa devo ritornare almeno una volta indietro perché dimentico sistematicamente qualcosa di importante che potrebbe mandare a monte tutti i piani della giornata.

postato da: petiteAmelie alle ore 14:55 | link | commenti (5)
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mercoledì, 10 gennaio 2007

Quando la sera in casa c'è troppo silenzio e tutti sono andati via.

Il velo nero delle calze è diviso da due strappi

all’altezza del ginocchio.

Due fili di carne che si nascondono dietro le pieghe

di una gonna

troppo corta per celare misteri.

 

Ho un buco nelle calze

e almeno tre nel cuore.

postato da: petiteAmelie alle ore 23:58 | link | commenti (12)
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