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venerdì, 29 settembre 2006

Oggi, mentre mi perdevo tra chili di fotocopie e strade di pensiero tratteggiate di colore e matita, c’era Vecchioni in tv.

A me non piace studiare con i rumori intorno

Mi deconcentra da morire. Ci sono cose che devo fare solo ascoltando il suono del cervello. Ma non ho potuto fare a meno di tendere l’orecchio quando ho sentito questa canzone. La prendo come una metaforica pacca sulla spalla

Curva e dolorante.

E mi sa che queste parole non mentono.

O per lo meno questa notte

voglio credere che sia così.

 

 

 

Ragazzo Sogna

 

E ti diranno parole
rosse come il sangue, nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte; io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro;
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento;
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello;
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.

Sogna, ragazzo sogna
quando sale il vento
nelle vie del cuore,
quando un uomo vive
per le sue parole
o non vive più;
sogna, ragazzo sogna,
non cambiare un verso
della tua canzone,
non fermarti tu...

Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre;
perchè hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente;
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita;
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita

E la vita è così forte
che attraversa i muri senza farsi vedere
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande
che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire

Sogna, ragazzo sogna,
quando lei si volta,
quando lei non torna,
quando il solo passo
che fermava il cuore
non lo senti più ;
sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni,
passerrà l'amore,
passeran le notti,
finirà il dolore,
sarai sempre tu ...

Sogna, ragazzo sogna,
piccolo ragazzo
nella mia memoria,
tante volte tanti
dentro questa storia:
non vi conto più;
sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio
sulla scrivania,
manca solo un verso
a quella poesia,
puoi finirla tu.

 

Roberto Vecchioni

postato da: petiteAmelie alle ore 00:39 | link | commenti (2)
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giovedì, 28 settembre 2006

Mi succede di essere impulsiva

spesso

un profumo, un colore, un paesaggio, gli occhi di una persona

posso innamorarmi facilmente di molte cose.

 

Páginas Despidas

...è accaduto con questo libro

tra la moquette nera e il silenzio di una di quelle librerie mastodontiche

che a me non piacciono tanto.

L’ho guardato, mi ha guardato

ed è stato amore a prima vista.

O verbo do não-dizer

 

expiar

o beijo não-dado

o coração apressado

calado no intervalo

 

das palavras

 

Páginas Despidas - Ozias Filho

 
 

postato da: petiteAmelie alle ore 00:06 | link | commenti (1)
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martedì, 26 settembre 2006

Sono giorni pieni

come un uovo sodo

densi densi

di cose da fare, da pensare, sistemare soppesare

sono giorni di sorrisi e discorsi in portoghese

sono giorni di tortilla e tiramisù

di pioggia  e discussioni

di amici nevrastenici e di altri

che non cambierei per niente al mondo

come la nutella mangiata con il cucchiaio

sono giorni di sigarette inutili

bulimia

preoccupazioni e sospiri di sollievo

di notti bianche, argentate e passate a guardare Lisbon Story

che ti viene voglia di prendere il primo aereo

solo per fare un giro con il  28

e rivedere l’alfama in bianco e nero

tra le stradine segrete e solo mie

che pululano di gente

al suono del fado malinconico

sono giorni di video da sistemare, discorsi da fare

con diplomazia e pazienza

di tempo da fermare, dilatare, utilizzare

fino a quando basta il fiato

di finestre da aggiustare, di libri da regalare, di porte da chiudere

per aprire portoni

di capitoli da finire, di discorsi da adornare, di parole inutili

di file, telefonate, preoccupazioni vacue

insonnie da vincere, passaggi da chiedere e cene da preparare.

Sono giorni pieni, pieni

di freddo che sa di inverno

di piogge, tuoni e temporali

sono giorni di telefonate brevi, di messaggi stranieri

di giochi da fare.

Sono giorni di confetti rossi, sorrisi e sospiri di sollievo

di corse a perdifiato, di stanchezza e sfinimento

di strade che si incrociano

e percorsi che non finiscono.

Di pizza, birra e vino rosso rubino

di saudade e tenerezza

di Madredeus, nel grigio del pomeriggio romano

con le cuffie nelle orecchie

per cercare il quid giusto

una volta

almeno.

postato da: petiteAmelie alle ore 00:46 | link | commenti (6)
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mercoledì, 20 settembre 2006

Come dice un mio amico calabrese:

oggi mi sento a cazzi.

postato da: petiteAmelie alle ore 11:17 | link | commenti (5)
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lunedì, 18 settembre 2006

Lo so che sono autoreferenziale...

pazienza:)

postato da: petiteAmelie alle ore 15:55 | link | commenti (13)
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domenica, 17 settembre 2006

Questa notte (molto fonda) in chat con un amico.

 

Amico: tu che cerchi invece?

 

Io: che cerco? In che senso?

 

Amico: una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta

 

Io: io cerco tante cose

forse troppe

la migliore che potrei cercare è la felicità

poi mi accorgo che la colgo

in tanti piccolissimi frammenti di vita

che durano minuscoli istanti

ma ogni tanto la senti

ad esempio oggi

pioveva

(roma quando piove è un disastro)

si blocca tutto

io dovevo uscire per andare a trovare dei ragazzi portoghesi erasmus

che sono arrivati da poco

ho vissuto il tragitto

con una pace interiore

ho toccato

per un attimo

la purezza della felicità

perchè ero riuscita  a ritagliarmi un istante solo mio

in quella marea caotica d gente

e mi bastavo da sola

mi sentivo attraverso una musica

anche se questo non può essere una cosa sempre possibile

ma in quel momento lo era

ed era perfetto

cerco l'amore

la capacità di essere felice attraverso gli altri

aiutandoli

e cercando d staccarmi dalla mediocrità di miei piccoli problemi

che sono grumi se paragonati alle piaghe sociali che esistono nel mondo

cerco d essere una persona più calma

e placare la mia incontinenza

ché alle volte è deleteria

perchè mi spinge  a bruciare tutto in un fuoco di paglia

cerco di non piegarmi mai

allo squallore dei compromessi

di non vergognarmi se amo una persona e glielo voglio dire

di smussare il mio orgoglio

di migliorare il mio disordine

di dire grazie, ogni giorno, ai miei genitori

di guardare il cielo ogni tanto

perchè ne vale la pena

anche quando piove

di non vivere un giorno

come se fosse la copia di quello precedente

e pensare che bisogna almeno provarci

cerco di volermi bene

e molte volte non mi riesce

cerco di evitare l'ipocrisia

ma anche quella è una tentazione grande

cerco di non fare le promesse che so già che non potranno mai essere mantenute

 

cerco

ma non vuol dire che ci riesco

cerco di non smettere mai di cercare.

 

(non me la dovevi fare sta domanda)

 

Amico: grazie per aver risposto

 

Io: prego

postato da: petiteAmelie alle ore 02:50 | link | commenti (1)
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sabato, 16 settembre 2006

Oggi parlavo con un mio amico della mia totale incapacità di ricordare le date dei compleanni. Mi ero sorpresa del fatto che, pur essendo lui un collega di facoltà che non frequento spesso, si ricordasse del mio così facilmente. Alla fine mi ha consolato dicendomi: l’importante è avere le persone nel cuore

si, vero

proprio là infatti sta la fregatura.

 

postato da: petiteAmelie alle ore 01:29 | link | commenti
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giovedì, 14 settembre 2006

Scivola cauta questa pioggia,

l’ho vista scorrere dai finestrini del tram gonfio di gente,

tra il calore dei respiri, con la stanchezza nelle vene.

Scende da un cielo plumbeo e liquido

grigio senza toni

compatto e afoso

un’estate che scivola via

goccia dopo goccia

aprendo la porta ai prossimi mesi.

Stanchissima,

mi addormento sulla mia nuvola di preoccupazioni

e queste lacrime così sottili

dal suono trasparente

sono la mia ninna nanna

preferita.

 

…E tra qualche giorno sarà un autunno in più

nella mia vita.

postato da: petiteAmelie alle ore 15:33 | link | commenti (1)
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Volevo raccontare un sacco pieno di scemenze.

Tipo che oggi è stata una giornata splendidamente oziosa e inutile e che l’unica cosa eccitante che ho fatto è stato tagliarmi il dito, mentre affettavo i peperoni per cena. Un post cretino e leggero. Poi mia sorella ha avuto la geniale idea di mandarmi una canzone che neanche volevo (perché tiziano ferro no mi fa propriamente impazzire) e ha insistito, talmente tanto, che alla fine ho ceduto.

- Dai, ascoltala, che ti costa!

Tiziano Ferro continua a non piacermi, ancora di meno se anche una sua canzone continua a procurarmi quel senso di

scioglimento nel cuore

che proprio no, non è salutare prima di andare a dormire.

Una lobotomia, ecco quello che ci vuole.

Che palle.

 

“Inventerai che non hai tempo
Inventerai che tutto è spento
Inventerai che ora ti ami un po' di più
Inventerai che ora sei forte
E chiuderai tutte le porte
Ridendo troverai una scusa
Una in più..”

postato da: petiteAmelie alle ore 01:59 | link | commenti (5)
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mercoledì, 13 settembre 2006

Sem palavras

Oggi anche il silenzio è perfetto.

Seduta sulla mia sedia in balcone guardo il rosso delle mie infradito, illuminate dalla luce della stanza alle mie spalle.

Un tiro, la luce dell’ultima sigaretta della giornata.

L’ultima

doveva essere due giorni fa

come avevo promesso ad O. che ora studia in sala, china sulle sue leggi noiose e tristi. Silenzio musicale, tra un tiro e l’altro. Mi ascolto respirare, con la cautela con cui ho vissuto questi ultimi giorni. E’ dolce il movimento, mi coccolo senza pudore. Stendo le gambe davanti a me, giocherello con le ombre dei miei piedi, così lunghi, così importanti. La sottanina rosa scivola verso il ventre,

svestita

di pensieri e di parole.

 

Davanti i palazzi pasoliniani di questo quartiere popolare, mi proteggono dai rumori e dagli occhi indiscreti della strada di fronte. Una sola luce accesa questa notte, di fianco a me.

E tutto il resto dorme.

Tiro ancora questa sigaretta di soddisfazione. E penso al punto che ho girato con la mia penna questa mattina. Un punto grosso come un mattone, che conclude un periodo fatto di troppe frasi subordinate.

Di quelli che mi fanno venire l’orticaria e voglia di voltare pagina. Quanto mi piacerebbe scrivere un romanzo fatto di frasi brevi.

Semplici e trasparenti.

Pochi attimi, sospiri tagliati e di rapida eleganza.

Ma mi accontento del libro che mi è stato regalato, lo rigiro tra le mani con la penna in bocca.

Rossa.

Sorrido.

Non mi stanco di farlo oggi.

Mentre leggo il mio Pennac sul bus, al passaggio del codice a barre della mia tessera bibliotecaria, seduta per terra in mezzo al movimento dell’università. Sorrido, dentro.

E dopo tanto tempo mi sento gelosa di questa inaspettata e violenta felicità.

 

Dico, ma non sei neanche un po’ contenta? Grida, urla, tira calci, insomma, si, reagisci.

Mi rimprovera E. preoccupata dalla mia pacatezza.

 

La guardo. Non riesco a spiegare il perché di questo silenzio solo mio.

Lo osservo

seduta su questo grande Punto

mi rigiro

e vado

a

capo.

Come sempre.

 

postato da: petiteAmelie alle ore 00:46 | link | commenti (4)
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