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giovedì, 29 giugno 2006

S.R.

Passare le serate con M. mi lascia sempre un senso di pacatezza, serenità. Ce ne stiamo lì, in balcone, a parlare e mi piace sentirmi ascoltata. Rimane accanto a me, con l'orecchio teso e lo sguardo verso l'orizzonte, tagliato dai vecchi palazzi illuminati che racchiudono lo spazio circostante.

E' riservato M. ed ha un'intelligenza grande che non scopre mai, per la troppa modestia. E mi piace stuzzicarla con frasi a metà e chiaccherate trasversali su tutte le cose che mi passano per la testa. Oggi mi guardava con aria apprensiva.

E' che ultimamente mi sento troppo stanca.

Sarà il caldo, mi dico per calmarmi. Ma lo so che non é così. Da quando sono tornata mi si chiede sempre come va. Ma io non so più rispondere. Perché chiedermi come va, significa esplorare un pezzetto di vita che ho lasciato in naftalina. E alla fine decido sempre di chiudere l'argomento con il solito bene. Ma non lo so mica se va tanto bene.

O forse si, lo so. Ma la risposta fa cagare.

postato da: petiteAmelie alle ore 02:22 | link | commenti (2)
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mercoledì, 28 giugno 2006

sTrEsS

Insomma si, fa proprio caldo.

E a quanto pare non c’è via d’uscita, gli esperti dicono che questo supplizio durerà fino a giovedì.

Ogni anno mi dimentico la fase transitoria dell’agonia a 40 gradi, soprattutto in città.

Non è vita.

Oggi ho passato la giornata persa tra il ronzio dei ventilatori sparsi per la casa. Ne abbiamo quattro ma a quanto pare servono a poco. Gelati alla panna, ghiaccioli, docce inflazionate, macumbe, ventagli, lamenti e preghiere, in tutte le lingue. Non c’è Dio che tenga. Nulla.

Questa sera ho anche cercato di cambiare registro e me ne sono andata a fare un giro con E.

Un sacco di gente sparsa per la piazza e birra gelata a fiumi. La nostra è diventata brodaglia dopo circa un minuto. Trenta secondi e già colavano le goccioline  di condensa sul collo della bottiglia, mentre cercavo di riassumere otto mesi di vita, biascicando qualche parola affannata.

In fondo basterebbe un bel diluvio, un’inondazione che purifichi questa aria di polvere secca e inquinamento. Una pioggia, di quelle estive, che tanto amo. Una pioggia intensa e che duri poco.

Altrimenti altro che ritorno. Riparto di nuovo, nella valigia bikini e qualche libro.

E ci rivediamo a settembre.

E che palle.

postato da: petiteAmelie alle ore 00:01 | link | commenti
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lunedì, 26 giugno 2006

Vittorie

Oggi l'Italia ha vinto

in Germania e alle urne.

postato da: petiteAmelie alle ore 19:13 | link | commenti
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LEmBrANçAS

Amor é fogo que arde sem se ver
É ferida que dói e não se sente
É um contentamento descontente
É dor que desatina sem doer

É um não querer mais que bem querer
É solitário andar por entre a gente
É nunca contentar-se de contente
É cuidar que se ganha em se perder

É querer estar preso por vontade
É servir a quem vence, o vencedor
É ter com quem nos mata lealdade.

Mas como causar pode seu favor
Nos corações humanos amizade,
Se tão contrário a si é o mesmo Amor?

Luís de Camões

...oggi mi concedo una parentesi piena di ricordi...in onore di un amico spero ritrovato...boa noite

postato da: petiteAmelie alle ore 00:38 | link | commenti (2)
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mercoledì, 21 giugno 2006

message in a bottle

Mi manchi.

E non te lo posso dire.

Non te lo posso scrivere.

Nessun messaggio di me potrà arrivarti per ora.

E questo vuoto strano e incomprensibile che si é creato, che non é distanza ma frattura, ho bisogno di colmarlo. Faccio finta di scriverti queste due parole su un pezzetto di carta trovato per caso, di nascosto, solo per te. Lo infilo in una bottiglia e lo getto più lontano che posso, in questo niente virtuale. Chissà, magari, per caso, lo troverai e forse capirai che ci sono rimasta incastrata in quella frattura

e ancora fa male.

Ovunque tu sia ora, piccolo amico dagli occhi lucenti, spero che il mio pensiero ti colga improvvisamente

come i vecchi abbracci di complicità che qualche volta ci siamo concessi nelle notti di poche stelle e sigarette fumate in balcone.

Un bacio umido sulla guancia.

Até.

postato da: petiteAmelie alle ore 23:01 | link | commenti
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GrUmI

Oggi in  piazza c’era un mondo, seduto, in piedi, a fumare, a sorseggiare birra gelata per ingannare questa improvvisa estate arrogante.

 

Spazio aperto e visi ignoti.

Era quello che mi ci voleva, dopo un’intera giornata di arresti domiciliari, a girare nevrastenica per casa, ripetendo passiva una marea di cose noiose e inutili.

L’unico deterrente è pensare che tra poco finirà, del tutto. Finalmente.

 

 

E restare lì, seduta, in quell’angolo di marciapiede, con le gambe incrociate e una Tennent's in mano.

Affianco O. ubriaca di birra e movimento, mi guarda ammiccando un sorriso mentre osserviamo il fantastico artista di strada che ha acceso l’intera piazza di applausi. Si muove con scioltezza , gonfiando fino all’inverosimile un preservativo sulla sua testa. Finiamo di bere la nostra birra, c’è una rilassata serenità.

E poi il ritorno a casa in motorino, con il vento fresco e refrigerante sulla faccia.

Piccoli passi, per riconquistare la quotidianità di un tempo.

Grumi di complicità che si sciolgono.

Dopo venti giorni rimasta a galleggiare nel nulla, riapro questo spazio che aveva chiuso con la lontananza. E’ come provare delle scarpe che non metti da anni, ci vuole tempo per riabituarsi…e io ho una voglia matta di correre…

 

 

 

Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.

Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi, anni in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.

Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede anche se il vento porta tutto via con se, vivendo e ricominciare a fluire
ricominciare a fluire
ricominciare a fluire
ricominciare a fluire
Tiromancino

 

 

postato da: petiteAmelie alle ore 01:40 | link | commenti
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lunedì, 19 giugno 2006

Petite madeleine

Mi guardo i piedi poggiati sul nero del tavolino, in sala.

Fuori il caldo secco di questa strana estate. Pensavo non arrivasse più.

Giocherello con lo sguardo, trovo qualsiasi pretesto, pur di evitare di ripetere sempre le stesse cose.

Nauseata e abulica.

Esco in balcone, l’aria incandescente. Mi ricorda gli ultimi giorni , prima di partire.

Il riverbero del sole sulle case di fronte al fiume. Una passeggiata lunga un’intera notte, ché per dormire c’è tempo. La colazione, in una “tasca”, con il latte fumante e tanti dolci.

 

Zucchero e Fiele.

 

E l’operosità del mercato che si prepara e un desafinado sussurrato nell’orecchio.

E le valigie e un pianto rotto e intenso…

Ritorno in casa e mi riperdo nel consuetudinario bla bla bla

Non c’è tempo per ricordare, ora no.

 

postato da: petiteAmelie alle ore 14:58 | link | commenti
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sabato, 17 giugno 2006

Ri-cominciare

Sentire finalmente il primo profumo caldo dell’estate

con i radiodervish nelle orecchie

 

...carne su carne ti amerò...

 

nel buio del balcone

di una casa ritrovata

ri

cominciare tutto e

restare

molle, mentre la città scorre

sentirmi

indolente

 

avrei bisogno solo di un Reset

e intanto Mi bloggo

 

non si sa mai.

 

postato da: petiteAmelie alle ore 23:17 | link | commenti (4)
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